Rassegna stampa del 24.01.2026 – Treviso Today

Competenza servizi educativi 0-6 anni alla Regione: Stefani si impegna, la Fism Veneto ci crede

Al Sant’Artemio di Treviso la presentazione del rapporto sulle prospettive demografiche e la rete dei servizi condotto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore

Il governatore del Veneto, Alberto Stefani, e Simonetta Rubinato, presidente di Fism

«La Regione Veneto assuma la competenza legislativa primaria sul sistema integrato 0-6 comprendente i servizi educativi per la prima infanzia e le scuole dell’infanzia, con il trasferimento delle correlative risorse». Lo ha chiesto stamane la Fism riunita a Treviso per la presentazione del rapporto sulle prospettive demografiche e la rete dei servizi condotto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. Una richiesta che il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, nel suo intervento conclusivo, ha fatto subito sua. «Ringrazio la Fism per averci fornito quei dati necessari per sostenere una sfida sulla quale voglio coinvolgere tutti i gruppi politici in modo bipartisan. Perché la battaglia sui servizi all’infanzia per le famiglie venete non è di destra o di sinistra. Creeremo un tavolo interpartitico e interistituzionale per ottenere, nell’ambito delle trattative con lo Stato, che questa richiesta che viene dal basso possa trovare al più presto una risposta concreta». 

Si è parlato molto di sussidiarietà al convegno nella sede della Provincia di Treviso («un momento di confronto utile per individuare le migliori formule a sostegno delle politiche per l’infanzia» ha commentato il presidente Stefano Marcon), definita dal prof. Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale, «un paradosso, in quanto il Veneto, che eccelle per sussidiarietà, invece di venir premiato, è penalizzato. E i dati presentati stamane lo dimostrano. Quello che Fism rappresenta è un plusvalore che lo Stato deve riconoscere. Come? Attraverso la coprogrammazione nella gestione dei servizi all’infanzia, che significa favorendo le convenzioni tra il privato sociale no profit e le istituzioni, a partire dai Comuni».

Un momento del convegno Fism

Un momento del convegno Fism

E’ il modello trentino, quello che garantisce alle famiglie la quasi gratuità dei servizi educativi 0-6 anni, quello a cui guarda Fism. Lo ha ribadito Simonetta Rubinato, presidente della federazione che trevigiana, promotrice del rapporto e del convegno. Dall’analisi emerge quindi con chiarezza come livelli di copertura apparentemente simili possano corrispondere ad assetti strutturalmente molto diversi, con effetti rilevanti in termini di equità e accessibilità economica per le famiglie e di sostenibilità amministrativa e finanziaria per i gestori.

«Abbiamo chiesto al prof. Rosina, oltre all’analisi della situazione attuale della rete dei servizi 0-6 del territorio, anche una comparazione con la provincia autonoma di Trento, che presenta una realtà storicamente analoga a quella di Treviso nel radicamento e diffusione di scuole dell’infanzia paritarie di matrice religiosa o del privato sociale. Ma il sistema trentino, grazie alla competenza legislativa primaria nell’istruzione ed a un investimento pubblico stabile e consistente, rappresenta un modello consolidato di governance pubblica integrata che garantisce nel segmento 0-2 anni l’ampiezza dell’offerta con standard omogenei di qualità e una compartecipazione economica contenuta delle famiglie e nel segmento 3-5 anni assicura l’accesso gratuito anche al servizio della scuola dell’infanzia paritaria» ha spiegato Rubinato.La platea dei partecipanti-3

La platea dei partecipanti-3

Dall’analisi emerge quindi con chiarezza come livelli di copertura apparentemente simili possano corrispondere ad assetti strutturalmente molto diversi, con effetti rilevanti in termini di equità e accessibilità economica per le famiglie e di sostenibilità amministrativa e finanziaria per i gestori.

In particolare si evidenzia un significativo sotto-investimento pubblico nel sistema 0-6 anni del Veneto, sia per i servizi alla prima infanzia sia per le scuole dell’infanzia paritarie. Per queste ultime il contributo dello Stato per alunno è un settimo rispetto a quello della Provincia autonoma di Trento. Il sistema veneto consente dunque di mantenere livelli di copertura relativamente elevati ma trasferisce una quota rilevante dei costi su famiglie e gestori. Il caso di Treviso mostra in modo emblematico come un insufficiente investimento pubblico rappresenti non solo un fattore strutturale di disuguaglianza nell’accesso ai servizi educativi per le famiglie, ma ponga anche il tema del rilevante impatto che avrebbe sulla spesa pubblica l’eventuale venir meno della rete del privato sociale che oggi regge il sistema veneto 0-6 anni ma è in forte sofferenza finanziaria.

Le conclusioni del lavoro indicano con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma: rafforzare la governance pubblica, incrementare gli investimenti, integrare in modo strutturato il privato sociale all’interno di un sistema regolato e ispirarsi alle buone pratiche del modello trentino. Solo in questo modo sarà possibile garantire equità economica per le famiglie, qualità educativa omogenea e il raggiungimento degli obiettivi europei di copertura, rendendo effettivo il diritto all’educazione e alla cura fin dalla prima infanzia.

L'intervento di Alberto Stefani

L’intervento di Alberto Stefani


Competenza servizi educativi 0-6 anni alla Regione: Stefani si impegna, la Fism Veneto ci crede
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