Rassegna stampa del 19.05.2026: “FISM: Un paese che non ascolta le famiglie rischia di perdere la bussola” – L’Azione

FISM: "Un paese che non ascolta le famiglie rischia di perdere la bussola"

Presentata a Milano una interessante ricerca Fism e Università Cattolica, a cui hanno contribuito anche varie scuole trevigiane

“Un paese che smette di ascoltare le famiglie rischia di non capire dove sta andando”. Lo ha detto il presidente del Forum nazionale delle associazioni famigliari, il trevigiano Adriano Bordignon, concludendo a Milano il convegno di presentazione della ricerca promossa dalla Fism con l’Università cattolica del Sacro Cuore, avente come oggetto l’alleanza tra scuola e famiglie.

Un percorso di ricerca e formazione che ha coinvolto in 16 regioni italiane circa 600 educatrici e docenti di oltre 100 servizi educativi Fism (tra cui anche le scuole associate a Fism Treviso dei comuni di Castello di Godego, Maser, Roncadelle di Ormelle, Santa Lucia di Piave e dei quartieri di Selvana e Canizzano di Treviso) con una convinzione forte: non si può davvero comprendere e accompagnare un bambino senza ascoltare, conoscere e valorizzare la sua famiglia.

Durante il confronto è emerso con chiarezza quanto oggi nidi e scuole dell’infanzia siano molto più di luoghi educativi: sono spazi di relazione, ascolto e sostegno, dove tanti genitori possono trovare confronto, comprensione e fiducia.

Le testimonianze delle coordinatrici Fism trevigiana hanno raccontato una realtà complessa ma preziosa: costruire relazioni educative richiede tempo, cura, capacità di sospendere il giudizio e accogliere le fragilità. Ma è proprio qui che nasce una comunità educante autentica.

Gli esiti della ricerca coordinata dalla prof.ssa Monica Amadini hanno quindi evidenziato come l’ascolto e l’alleanza educativa siano un bene per tutti: per i bambini, che crescono in contesti più sereni e coerenti; per le famiglie, che non si sentono sole; per educatori e insegnanti, che rafforzano il proprio ruolo educativo; per la comunità, che diventa più attenta, solidale e inclusiva.

Ascoltare le famiglie significa infatti investire nel futuro dei bambini e nella qualità della nostra società.