Pur non rientrando tra i destinatari di questa tua seconda lettera (quella alle dipendenti e volontari del 11/05/15 - ndr), l’ho letta con interesse e, se non disturba, vorrei offrire spunti al dialogo. 

Guardo con simpatia questa iniziativa che con il Consiglio hai proposto a tutte le scuole e ho subito dato indicazioni, sia alla mia scuola che alle 18 scuole che coordino, perché venga attuata. Non sono stato per nulla tentato dal partito di coloro che dicono: “Non servirà a nulla!”, né dall’altro che dice: “La mia scuola ha già il suo programma”, in quanto credo che solo se oseremo andare oltre il nostro scetticismo e oltre il nostro campanile, qualcosa potrà cambiare. Ritengo che la paura di creare disagi proponendo qualcosa che domandi di andare oltre il “si è sempre fatto così”, sia miope e perciò responsabile della morte del domani. 

Io non so per quanti anni ancora sarò il presidente di questa mia scuola; una cosa so e cioè che non voglio che venga chiusa, come non voglio che qualcuno, sostenuto anche dalla mia ignavia a mostrare la bellezza della mia scuola, possa ancora seminare menzogne parlando di scuola “privata” additandola come la responsabile del dissesto economico di quella “statale”.

Se qualcuno mi chiedesse se ritengo sufficiente questa manifestazione, direi di no, ma con altrettanta forza direi che assolutamente va fatta, anche a costo del “sacrificio” della “mia” festa con i genitori. 

Sogno che tutte le scuole aderiscano a questa festa e che dappertutto se ne possa sentire l’eco di gioia.

Sogno che i dipendenti trovino il coraggio di ribellarsi ai loro ignavi sindacati e che, organizzandosi in proprio, promuovano uno sciopero costringendo il Governo a prender posizione circa la scuola paritaria.

Sogno che i presidenti, autodenunciandosi, sospendano il servizio pubblico dell’istruzione, accettando il rischio di una denuncia.

Sogno che i genitori appoggino tali iniziative manifestando assieme ai dipendenti e ai presidenti. 

Sogno che l’Italia venga condannata dall'Europa per non aver ottemperato alla risoluzione del Parlamento Europeo del 14.03.1984 circa la libertà di insegnamento.

Sogno un’Italia libera e liberata dalle ideologie e dalle nostalgie dittatoriali di coloro che desiderano sia riproposta la scuola di regime, per impedire alle nuove generazioni di elaborare un pensiero diverso da quello del dittatore di turno.

Sogno che questi sogni diventino realtà.

Buon lavoro.

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